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Studi sui fenomeni carsici a cura del Gruppo grotte del C.A.I. di Novara

Fenomeni speleologici nel Parco Nazionale Della Val Grande e nelle zone limitrofe

La ricerca è stata svolta tra il 2002 e il 2004 dal Gruppo Grotte C.A.I. di Novara cui il Parco ha aderito con delibera di Giunta esecutiva n. 40 del 11.06.2002.
Nell'ambito dello studio sono state visitate 14 delle 15 grotte note nel bacino della Val Grande e aree perimetrali e sono state scoperte alcune nuove cavità nelle aree di Piano del Sale, e delle Alpi Scaredi, Corte Chiuso, Belmello. Particolarmente interessante è quella che si apre per una cinquantina di metri nei bianchi marmi del Lago del Marmo.

Nucleo principale delle osservazioni è stato la grotta denominata "Ca' d'la Cusc" localizzata nel Comune di San Bernardino Verbano; questa cavità risultata di particolare interesse per le sue dimensioni: l'ingresso ha forma di parallelogramma di 4 m x 3 m circa, dopo una breve discesa ci si immette in un ampio salone alto fino a 8 m e lungo circa una sessantina; lo sviluppo complessivo è stato calcolato pari a 624 m con un dislivello di 86 m (+ 40 m; - 46 m).

Una scritta alla base del pozzo datata 4.7.1934 indica che le parti interne della grotta erano note, almeno parzialmente, già negli anni '30.
Degne di nota sono le forme di concrezionamento che danno vita ad alcuni degli ambienti più belli delle intere province del Verbano-Cusio-Ossola e di Novara. Sono presenti svariate tipologie di concrezioni calcaree: stalattiti, stalagmiti, cortine, colate, piccoli gours e pisoliti di calcite.
Lo studio ha permesso di stendere un rilievo della cavità e definirne a grandi linee l'idrologia e la meteorologia.

Dal punto di vista faunistico la ricerca ha escluso la presenza di chirotterofauna (pipistrelli) ibernante o colonie di tipo riproduttivo ma solo frequentazioni occasionali testimoniate dal rinvenimento di guano.

Sono state rinvenute 20 specie di invertebrati, due di particolare interesse: Niphargus sp. e Mesophylax impunctatus, quest'ultima considerata specie rara e segnalata per la prima volta in Piemonte.
 
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