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Progetto Gipeto: adesione alla Rete Osservatori Alpi Occidentali

Il gipeto (Gypaetus barbatus), con un'apertura alare che può raggiungere quasi i 3 m, è il più grande rapace europeo e può vivere oltre 20 anni. Nonostante l'antico nome popolare di "avvoltoio degli agnelli", si nutre essenzialmente di carogne e rifiuti. La specie, riconoscibile per il lungo becco adunco e la potente coda a forma di spatola (oltre che per il piumaggio chiaro su capo e addome e scuro sulla parte superiore), si è estinta sull'arco alpino verso la fine del diciannovesimo secolo, a causa della caccia con armi da fuoco e con bocconi avvelenati. Dal 1986 è partito un programma internazionale di reintroduzione e sono stati finora liberati circa 150 giovani gipeti nati in cattività, in quattro siti di rilascio sull'arco alpino distanti tra loro 200-300 km (Parco Nazionale degli Alti Tauri, Parco Nazionale Svizzero, Alta Savoia e Parco Nazionale Alpi Marittime). La prima riproduzione in natura è stata osservata nel 1997 nelle Alpi francesi. Oggi 9 coppie riproduttive e circa una quindicina di coppie territoriali sono presenti sulle Alpi. Finora da 6 coppie sono nati in natura un totale di 33 gipeti.

Il Parco Nazionale Val Grande aderisce alla ROAO (Rete Osservatori Alpi Occidentali), che ha come finalità principale il coordinamento della raccolta dati sul gipeto, oltre alla trasmissione delle informazioni agli addetti ai lavori, allo sviluppo delle conoscenze sul gipeto e alla sensibilizzazione della popolazione sul ruolo e l'importanza della specie nell'ecosistema alpino.

Il Parco Nazionale Val Grande ha partecipato al censimento del gipeto che si è svolto in contemporanea su tutto l'arco alpino occidentale dall'8 al 14 novembre 2007. Sabato 10 novembre gli operatori, dotati di una scheda di rilevamento, si sono posizionati in 6 punti di osservazione nel territorio del Parco (Monte Zeda, Cima Sasso, Cima della Laurasca, Alpe Curgei, Colma di Premosello, Pizzo Faié), con una finestra di osservazione dalle h 10:00 alle h 15:00. Non sono stati avvistati gipeti, anche a causa di condizioni meteorologiche non favorevoli, ma è comunque da sottolineare l'importanza e la significatività del dato di assenza. Le informazioni sono state raccolte, vagliate e inviate ai centri di raccolta per le Alpi Occidentali: il dr Giraudo, del Parco Naturale delle Alpi Marittime, è il coordinatore della ROAO e si occupa della raccolta dati. Al termine della survey tutte le informazioni raccolte sull'arco alpino sono state elaborate e pubblicate dai coordinatori del Progetto Gipeto sul foglio di informazione Infogipeto.
Inoltre è in corso il progetto "Gipeto dove vai", promosso dalla Fondazione Pro Gipeto, tramite il quale alcuni giovani gipeti rilasciati in natura vengono equipaggiati con piccole emittenti satellitari; è così possibile seguire dettagliatamente gli spostamenti dei diversi individui. Per fare questo viene utilizzato il sistema Argos, che sfrutta diversi satellliti che sorvolano la Terra a circa 850 km di altezza lungo l'asse Nord-Sud. Esperimenti effettuati in cattività hanno dimostrato che le emittenti vengono tollerate bene dai gipeti, che non mostrano praticamente nessuna reazione alla loro presenza.

Scheda gipeto
PDF Scheda gipeto retro (395Kb)

 
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