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Corte Buè da Ompio

Elevato interesse: panorama 
  • Partenza: Termine strada carrozzabile Alpe Ompio (920 m)
  • Tempo di percorrenza:ore 2,15
  • Difficoltà: E - Escursionistico
  • Dislivello: 200 m in salita e discesa
  • Segnavia: segnato bianchi/rossi
  • Periodo consigliato: da marzo a novembre

Ompio si raggiunge da Santino (San Bernardino Verbano) percorrendo una strada carrozzabile (7 km) in alcuni tratti ripida e senza barriere di protezione.

Corte Buè è una grande corte sul versante nord-orientale dei corni di Nibbio. I rustici e i prati ormai inselvatichiti sono distribuiti su un pronunciato costolone dal quale si gode di un'ottima vista sui corti di Velina. Il percorso da Ompio attraversa estese faggete e bellissime betullete di neo-colonizzazione di vecchi pascoli ora ormai abbandonati.

Da Ruspesso (parcheggio al termine della strada asfaltata) in 15 minuti si raggiunge il rifugio "Fantoli" del CAI di Pallanza all'alpe Ompio, seguendo una strada sterrata e in parte cementata. A sinistra del rifugio (cartelli indicatori) si segue un sentierino segnalato che va ad attraversare il ruscello e sale a destra del nucleo superiore delle baite di Ompio. Dopo aver attraversato le baite si inizia a guadagnare quota in diagonale fino al raggiungimento di una selletta tra i faggi con sulla destra una grande croce (tabella illustrativa del Sentiero Natura). Facendo attenzione a lasciarsi sulla sinistra l'ampia traccia che sale il costone del Monte Faiè, si inizia invece a scendere sul versante opposto cominciando  una lunga traversata sul ripido pendio ricoperto da un'estesa faggeta. Il sentiero perde sensibilmente  quota percorrendo il versante della montagna; grandi e bellissimi faggi monumentali, antiche matrocine lasciate durante gli ultimi disboscamenti, recano incisi nomi e date di pastori e boscaioli. Si raggiunge a questo punto un costone aperto, ricoperto da felci e rovi su cui sono cresciute anche numerose betulle: era un antico prato da sfalcio abbandonato ormai da decenni. Sul fronte opposto della montagna appare l'alpe di Corte Buè con i diversi nuclei di rustici sparsi a differenti quote sul pendio e seminascosti dal bosco avanzante. Il sentiero entra in un vallone profondamente incassato, alternando tratti nelle faggete ad altri nei betulleti con sottobosco di felci e residue macchie di erba (anche in questo caso si tratta di antichi pascoli abbandonati). Traversato il fondo del vallone, si arriva ai ruderi di Fragnera ormai ingoiati dal bosco (cartelli indicatori). Si segue il sentiero in discesa che perde rapidamente quota. Arrivati al bivio con i cartelli che indicano il sentiero per Bettina e Scellina, si guada il ruscello e si arriva a Corte Buè. Nel nucleo centrale dell'alpeggio, ormai quasi completamente diroccato, si trova il bel bivacco (aperto solo per i soci) del Gruppo Escursionisti Val Grande con il cortile lastricato e i tavoli per mangiare. Poco distante è presente un edificio adibito a bivacco escursionistico (sempre aperto). Poco sotto da un dosso si apre un bel panorama che abbraccia il solco della Val Grande.

Fonti bibliografiche: P. Crosa Lenz - G. Frangioni, Parco Nazionale Val Grande, edizioni Grossi, Domodossola 2011

Corte Buè
Corte Buè
 
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