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Cicogna (da Cossogno)

Elevato interesse: panorama 
  • Partenza: Cossogno - Oratorio di In Oca (409 m)
  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Difficoltà: E - Escursionistico
  • Dislivello: 323 m
  • Segnavia: segnato bianchi/rossi
  • Periodo consigliato: da marzo a novembre

Cossogno (7,8 km da Verbania) si raggiunge da Trobaso in direzione di Santino. Poco dopo Trobaso, una deviazione sulla destra porta a Unchio e quindi a Cossogno.

Cicogna è la piccola capitale della Val Grande. Era la corte maggengale delle comunità di Cossogno, Unchio e Ungiasca già dal XIII secolo ed è diventata un centro permanente solo a partire dal XVI secolo. E' un luogo di confine dove finisce la civiltà degli uomini e inizia la civiltà della natura. Il villaggio è posto sul declivio del costolone che scende dalla Cima Sasso e separa l'imbocco della Val Pogallo dalla Val Grande.

L'itinerario (facile e solo un po' lungo) segue l'antica strada medioevale che collegava Cossogno con Cicogna. Dall'oratorio di In Oca il sentiero segnalato P0 sale in breve ad una strada che si segue per poche decine di metri; dove questa fa una curva, si imbocca l'ampia mulattiera che si inoltra pianeggiando nella valle. Superati i rustici di Ronco Gobbo (sotto la strada), un corte ora imboscato, con una breve salita si raggiunge la cappella del Gaggio. Si lascia a destra il sentiero che si alza per Ungiasca e si inizia a percorrere il "Bosco del Gaggio". Più avanti, a sinistra della strada che corre sempre in falsopiano sul ripido versante della montagna si incontra il "sasso delle croci" (un sasso con incise semplici croci e iniziali di montanari). Nei pressi di un valloncello si incontra la Cappella del Ruscum poco dopo la cappella si incontra la deviazione per Miunchio; i rustici sono poche decine di metri sopra il sentiero. Si prosegue nel bosco e si passano i ruderi di Corte Marchese, per poi superare un incassato valloncello su ponte nei pressi della cappelletta d'la Loga; aggirato un ampio dosso si supera il corte Prè Ciapun con i rustici costruiti su un terrazzo precipite sul corso del torrente San Bernardino. I ruderi del corte, completamente imboscato e abbandonato da decenni, si indovinano a malapena fra gli alberi. Continuando il cammino in falsopiano si arriva in vista del Ponte Casletto e si legge bene, sul versante opposto della valle, il tracciato della strada per Cicogna e, sotto, il canale di derivazione dell'Enel. Sulla destra tra gli alberi si notano i resti del vecchio deposito di carbone prodotto sulla montagne circostanti, un edificio imponente lungo più di 30 m. Una breve discesa su ampi scalini porta al vecchio Ponte Casletto. Si risale brevemente sul versante opposto per raggiungere la carrozzabile per Cicogna proveniente da Rovegro. La si segue per alcune centinaia di metri e, dopo il primo tornante, la si abbandona per imboccare a destra il sentiero segnalato che si inerpica sostenuto da un muro di pietra. La mulattiera, evidente ma parzialmente invasa dai rovi, sale ad intersecare un'altra volta la carrozzabile per poi proseguire nel bosco di castagni. La strada si alza con alcuni tornanti per poi iniziare una lunga traversata (qui è ampia e delineata da muretti di sostegno in pietra a secco; si cammina nel castagneto rado che ospita grandi alberi da frutto. Si passa in fondo ai prati di Merina e in breve si raggiunge Cicogna nei pressi del cimitero.

Fonti bibliografiche: P. Crosa Lenz - G. Frangioni, Parco Nazionale Val Grande, edizioni Grossi, Domodossola 2011

Cicogna
Cicogna
 
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