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Pian Cavallone (da Cicogna)

Elevato interesse: panorama 
  • Partenza: Cicogna (732 m)
  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Difficoltà: E - Escursionistico
  • Dislivello: 1000 m
  • Segnavia: segnato bianchi/rossi
  • Periodo consigliato: da marzo a settembre

Cicogna dista 17 chilometri da Verbania. Da Santino (raggiungibile sia da Trobaso che da Fondotoce) proseguo per Rovegro (3,2 km) su un'ampia strada fra gli alberi, quindi (7,8 km) per Cicogna lungo una stretta e tortuosa strada asfaltata.

Il Pian Cavallone è un'immagine: 400 m di pianura in montagna; ad oltre 1500 m di quota, una distesa d'erba verde a cavallo tra Val Pogallo e Intrasca; sguardi aperti sul lago e, a settentrione, le montagne della Val Grande. Qui è presente anche il rifugio più significativo delle montagne verbanesi, costruito nrl 1882 dalla sezione Verbano Intra del CAI.
All'ingresso di Cicogna, si imbocca la strada per Pogallo (sulla curva che porta in paese), ma dopo un centinaio di metri la si abbandona per scendere a destra nei pressi di una casa ristrutturata. La mulattiera, ampia e a tratti scalinata, scende con tornanti regolari che tagliano il pendio dirupato della montagna. Si passano prima due rustici ormai imboscati per poi calare ai ruderi del Corte della Buia (515 m), abbandonato da tempo e invaso dal bosco di latifoglie. Sotto il corte, il sentiero piega a sinistra e scende ad attraversare il Rio Pogallo sul ponte della Buia (463 m). Il sentiero risale quindi tra i castagni per raggiungere Premiago (695 m), anch'esso abbandonato da tempo e ormai imboscato. Sotto i rustici del corte, si piega a sinistra per andare ad attraversare il torrente e quindi risalire un centinaio di metri in un canale fra i dirupi. Il sentiero piega quindi a sinistra e, dopo un traverso, raggiunge alcuni rustici isolati su un costone che si risale per breve tratto (qui il sentiero è sorretto da muretti che ne garantiscono la pendenza regolare e il superamento di piccole depressioni). Dopo la lunga traversata sul ripido pendio, si raggiunge un evidente costolone che si risale per arrivare a Varola (921 m) (qui rimane ancora la ruota di ferro della stazione di cambio della grande teleferica per il trasporto di legname che usciva da Pogallo). Il sentiero a questo punto si alza ancora ripido sui prati per poi entrare nella faggeta fino a raggiungere la Varolina (1029 m). Si sale quindi rapidamente ai prati abbandonati di Curgei (1335 m). Sopra Curgei il sentiero rientra nella faggeta e con traverso a sinistra sale alla Colma dove incontra la pista che proviene dalla Cappella Fina. Seguendo la strada che sale sulla dorsale erbosa si incontra quindi il vecchio albergo distrutto dai nazifascisti. Poi in leggera discesa si raggiunge la cappella e quindi il rifugio che si staglia netto sul pendio aperto.

Punti d'appoggio: Bivacco di Curgei (sempre aperto)
Fonti bibliografiche: P. Crosa Lenz - G. Frangioni, Parco Nazionale Val Grande, edizioni Grossi, Domodossola 2011

Trekking
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