Home » Visitare il Parco » I percorsi

Traversata da Cicogna a Finero

Elevato interesse: panorama 
  • Partenza: Cicogna (732 m)
  • Tempo di percorrenza:ore 7-8
  • Difficoltà: EE - Per escursionisti esperti
  • Dislivello: in salita 1104 m - in discesa 940 m
  • Segnavia: segnato bianchi/rossi
  • Periodo consigliato: da giugno a settembre

Cicogna dista 17 chilometri da Verbania. Da Santino (raggiungibile sia da Trobaso che da Fondotoce) proseguo per Rovegro (3,2 km) su un'ampia strada fra gli alberi, quindi (7,8 km) per Cicogna lungo una stretta e tortuosa strada asfaltata.

La traversata da Cicogna, la "piccola capitale" della Val Grande, a Finero è un tuffo prolungato in una natura incorrotta, ma anche un bagno di memoria. L'itinerario della traversata percorre interamente la testata sulla sinistra orografica della Val Pogallo, percorsa dal Rio Pianezzoli e definita dall'arco di montagne tra la cima Marsicce e il Monte Zeda.
Da Cicogna a Pogallo si cammina su un'ampia mulattiera (ore 1,30). A valle dell'alpeggio (cartelli indicatori) si scende nel bosco a traversare su ponte il torrente che scorre in una forra incassata (entrando in Pogallo, si lasciano a sinistra le baite e, lungo il limitare del pascolo, si segue la mulattiera che scende a destra). Dopo il ponte, il sentiero evidente (si tralascia a sinistra la traccia che sale a Busarasca) prosegue in falsopiano costeggiando il rio Pianezzoli e passa il torrente su ponte sotto i ruderi di Casàa di Gài ; qui l'azione erosiva delle acque ha inciso profondamente il letto roccioso levigandone le pareti. Si sfiorano i ruderi di quello che, dice la tradizione locale, fu un ampio mulino. A Sottosasso si guada il torrente per poi salire nella faggeta; si incontrano poco dopo i resti, semisommersi dalla vegetazione, di una stazione di cambio della teleferica. La faggeta è molto bella e, dopo le drastiche tosature dei grandi disboscamenti, il bosco ha ripreso vigore e un equilibrio naturale che ha cancellato gli interventi passati. Il sentiero prosegue con numerosi saliscendi; si incontrano i ruderi della Prea (Preda di qua 1005 m) e poco dopo traversa il torrente su un ponticello nuovo. Dopo la Prea d'là (Preda di là 1007 m) si sale nella faggeta fino a passare su un ponte il torrente che scende dalla Piota e, con una breve rampa, si raggiunge l'ampio anfiteatro di pian di Boit (1123 m). Oltre l'alpeggio il sentiero si inerpica a lungo nel bosco scosceso per raggiungere l'alpe Terza (1428 m), con i ruderi delle casere persi tra i prati inselvatichiti. La traccia sale sulla sinistra dorsale, fra rocce affioranti e erba magra. Sulla sommità della dorsale, poco sotto uno sperone roccioso, la traccia piega a destra e con lunga diagonale porta alla Bocchetta di Terza (1836 m). Dalla bocchetta si scende in valle di Finero su ripide tracce che si snodano a sinistra sotto le guglie aguzze delle Torri di Terza. Si scende quindi al centro della valletta per raggiungere la radura che ospita i ruderi dell'alpe Val Viccio (1440 m), pochi muretti sotto grandi massi, una vita da trogloditi. Si scende a destra entrando nel bosco per attraversare un canale e proseguire in falsopiano. La discesa di una ripida rampa permette di raggiungere il sentiero che scende all'alpe Uovo. Da questo punto il sentiero corre accanto al fiume che non si attraversa fino a Provola. Si incontra l'alpe Prebusa (1154 m) con un balmo che serviva da ricovero per gli alpigiani. Quasi alla fine della fatica, si cammina piacevolmente nella grande faggeta per arrivare al grande corte ammodernato di Provola con rustici in larga parte ristrutturati. Dalle case all'inizio del prato si stacca una bella pista che scende al fiume e lo attraversa su ponte. Risalire sull'altro lato per raggiungere Finero (896 m).

NOTE: sentieri segnalati (p0 da Cicogna a Pogallo, P12 da Pogallo alla Bocchetta di Terza, S27 la discesa a Finero). Da Cicogna a Pogallo l'itinerario è segnalato come Sentiero Natura del Parco con tabelle divulgative.

Punti d'appoggio: bivacco a Pian di Boit (sempre aperto)
Fonti bibliografiche: P. Crosa Lenz - G. Frangioni, Parco Nazionale Val Grande, edizioni Grossi, Domodossola 2011

 
share-stampashare-mailshare-facebookQR Code