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Traversata da Malesco a Colloro

Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: panorama 
  • Partenza: Val Loana - Fondo Li Gabbi (1256 m)
  • Tempo di percorrenza:ore 10-12
  • Difficoltà: EE - Per escursionisti esperti
  • Dislivello: in salita 1400 m - in discesa 2000 m
  • Segnavia: segnato bianchi/rossi
  • Periodo consigliato: da giugno a settembre

ATTENZIONE! Una frana sul sentiero tra Alpe Val Gabbio e Alpe In La Piana impedisce il transito in condizioni di sicurezza. (Ordinanza n. 11 del 2006 del Comune di Trontano: chiusura al transito del tratto di sentiero interessato dal movimento franoso). Il percorrerlo rimane pertanto una responsabilità dei singoli escursionisti.

A Malesco (valle Vigezzo) si segue la strada per Finero e la Val Cannobina. All'uscita del paese, si imbocca una strada asfaltata a destra che porta in Val Loana. Si lascia l'automobile a Fondighebi (Fondo Li Gabbi sulle carte) nel parcheggio al termine della strada.

E' l'escursione più famosa e frequentata della Val Grande. I sentieri (per gli standard valgrandini!) sono evidenti e segnalati e bivacchi sono presenti lungo il percorso. La traversata può essere compiuta nei 2 sensi, ma è consigliabile effettuarla partendo dalla Val Loana perché la quota di Fondighebbi è superiore di oltre 600 m a quella del bivio sopra Colloro e soprattutto perché si percorre in discesa l'impegnativa salita alla Colma di Premosello.

A Fondo Li Gabbi si passano le baite dell'alpeggio e si prosegue sulla gippabile che percorre la destra orografica della valle. Si scende ad attraversare il torrente per risalire brevemente ad un dosso dove si incontrano alcune fornaci per la cottura della calce (cartello illustrativo). Si salgono le "scalate", un'ampia mulattiera lastricata a gradoni, e si raggiunge il piano erboso dell'alpe Cortenuovo (1792 m) e quindi l'alpe Scaredi (1841 m), porte orientale della Val Grande. Si scende in Val Portaiola, inizialmente a mezza costa e poi perdendo rapidamente quota, per lasciare a sinistra i ruderi dell'alpe La Balma (1544 m) ed entrare nel bosco. Il sentiero si abbassa percorrendo diagonalmente il versante della montagna, guada un ruscello per arrivare ai prati abbandonati dell'alpe Boschelli (1420 m). il sentiero prosegue scendendo il versante della montagna per poi calare rapidamente nella faggeta fin quasi al torrente e quindi risale per breve tratto al poggio dell'Alpe Portaiola. Oltre le baite, il sentiero entra nella faggeta e scende con lenti tornanti sul morbido sottobosco per calare al fondo della valle. Si supera il rio Fiorina sulla passerella recentemente restaurata. Con breve salita si raggiunge il prato di In la Piana. A destra la fontana, la casermetta del Corpo Forestale dello Stato e le Baite-bivacco del Parco. In la Piana è uno dei pochi tratti pianeggianti della valle ed è il cuore del Parco. Si attraversa il prato dell'alpeggio e si prosegue in leggera salita nella faggeta con piacevole camminata, aggirando le pendici del Mottac. Il sentiero scende quindi rapidamente in Val Gabbio per raggiungere la passerella sul torrente. Prima della passerella, un sentiero sulla destra costeggia il torrente e porta in pochi minuti all'alpe Val Gabbio di sopra, dove una baita attrezzata offriva ricovero fino a qualche anno (baita bivacco inagibile). Per iniziare la salita alla Colma di Premosello si offrono 2 possibilità: guadare il torrente sotto la baita e seguire un sentierino che in breve riporta sull'itinerario principale (possibile solo quando il torrente è in magra) oppure tornare alla passerella sul torrente Valgabbio. Dalla passerella il sentiero piega a destra e percorre i prati abbandonati dell'alpe Val Gabbio di sotto (985 m). Si percorrono lungamente i prati inselvatichiti, per poi guadagnare quota con veloci tornanti nella faggeta e arrivare alla Colletta (1270 m). Dopo una leggera discesa si raggiunge il torrente che si guada liberamente per poi risalire brevemente all'alpe Serena (1320). Il sentiero prosegue direttamente sopra i rustici dell'alpeggio, traversa di nuovo il torrente per poi salire con veloci tornanti alla Colma di Premosello (1728 m), la "porta occidentale" della Val Grande. Il sentiero scende ripido il versante ossolano perdendo velocemente quota, lascia a destra la traccia che in piano conduce all'alpe Stavelli ben visibile sul ripidissimo versante. Il sentiero entra bella faggeta, guada due torrentelli e risale brevemente all'alpe Motta (999 m) dove, poco sotto, arriva la sterrata che sale da Lut e Colloro (la strada è chiusa al traffico privato) per cui la si segue fino al grande corte di Lut e, sotto l'oratorio si scende su sentiero al bivio per Capraga dove è possibile parcheggiare un auto.

Punti d'appoggio: bivacchi del Parco (sempre aperti) a Scaredi, a In La Piana, in Val Gabbio e alla Colma di Premosello
Fonti bibliografiche: P. Crosa Lenz - G. Frangioni, Parco Nazionale Val Grande, edizioni Grossi, Domodossola 2011

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